È tempo di ascoltare un'altra storia. È tempo di imparare dagli alberi, e chiedere perdono. Siamo noi umani a seminare, piantare e possedere gli alberi? Oppure sono gli alberi a scegliere e seguire le tappe della nostra vita, raccontando il nostro passaggio sulla terra? Il gelso di Gerusalemme, il pino piegato del Monte Nebo, gli ulivi di Betlemme, i sicomori di Gaza, i ficus di Palermo e i platani del parco di Gezi non solo sono testimoni dei fatti umani, ma scrivono, nel loro modo, la Storia. Paola Caridi ci racconta i retroscena dei giardini, dei boschi e dei paesaggi più simbolici del Mediterraneo, e di quello che un tempo si definiva - in modo coloniale - Medio Oriente, e attraverso le vite sorprendenti, longeve, politiche e tragiche di questi alberi mette in scena anche le storie degli uomini e delle donne che abitano la terra dove hanno piantato radici. Con il passo del memoir, Il gelso di Gerusalemme ripercorre la storia della doppia colonizzazione - degli uomini e del paesaggio - che ha segnato il bacino mediterraneo, e ribalta l'usuale prospettiva di comprensione dell'altro per permetterci di esaminare, dal punto di vista fermo e silenzioso degli alberi, gli eventi del mondo.