L'autore ben si avvale delle innegabili scoperte biologiche e genetiche per trarne delle implicazioni filosofico-antropologiche di indubbio valore e profondamente fondate nella realtà delle cose. Non è un'ideologia che difende, ma la pura verità di un ente, come è l'uomo, che ha una natura specifica dalla fecondazione-concepimento fino alla morte, nell'unità e irripetibilità dell'essere una sostanza ed in particolar modo una sostanza di natura razionale, secondo la celebre definizione boeziana.