Per circa cinquecento anni, dal XII al XVI secolo almeno, l'Europa occidentale ha visto fiorire un genere di scritti, le Meditationes vitae Christi, posti al crocevia tra prassi devota e letteratura, teologia e arte. A questo genere, mai trattato finora come tale, è dedicata questa antologia di venti testi, scelti tra moltissimi come rappresentativi di diverse tipologie e aree geografiche (lo spazio anglonormanno, l'Italia, la penisola iberica, i Paesi Bassi e la Germania), periodi storici e ambienti di provenienza degli autori (monaci benedettini e cisterciensi; canonici secolari o regolari; frati mendicanti; gesuiti). Si incontrano in queste pagine personaggi celebri - come Bonaventura da Bagnoregio, Tommaso da Kempen o Ignazio di Loyola - accanto ad altri oggi sconosciuti ai più o il cui nome è andato perduto, benché le loro opere abbiano goduto in passato di una vasta circolazione. Un particolare impasto tra risorse retoriche, istruzioni pratiche ed espressioni emotive e immaginative ha dato forma alla meditatio e ha saputo adattarsi via via ai nuovi contesti fino ad attraversare, pressoché indenne, il passaggio dal medioevo all'età moderna.