Non è un racconto biografico, non è la cronistoria di un impero e del suo condottiero. Questa è un'ode, un ritratto intimo, sentimentale, dovuto. George Bernard Shaw diceva che l'arte serve per guardarsi dentro, per prendere coscienza di sé stessi, per specchiarsi dall'interno. Tra i discepoli più fecondi e laboriosi dell'autore irlandese, c'è stato proprio il bambino d'oro. Il libro che avete fra le mani è un viaggio in cinque frammenti, cinque istantanee per circoscrivere un intero movimento artistico. Ricardo Kaká lo ha scritto, Matteo Murru ce lo racconta.