La legge nella Chiesa non è un recinto con confini rigidi, ma una soglia da abitare. A partire dal canone 204 e dalla centralità del battesimo, l'Autrice rilegge il Diritto canonico come strumento capace di custodire le molte forme dell'appartenenza ecclesiale, anche quelle fragili o irregolari. Nel confronto con il Vangelo, emerge una tradizione canonistica sapienziale pensata non per separare il dentro e il fuori, ma per accompagnare cammini concreti di comunione. Con linguaggio chiaro, il libro affronta temi come inclusione, partecipazione, sinodalità e condivisione del potere; non si tratta di abbandonare le norme, ma di ripensarne la funzione: trasformare i confini in soglie ospitali e generative.