Il 25 luglio 1906, la Corte di appello di Ancona, presieduta dall'insigne giurista Ludovico Mortara, assegnò a dieci maestre marchigiane il diritto di voto politico, in un'Italia in cui votava solo l'8% della popolazione (esclusivamente maschile). Le maestre rimasero elettrici per dieci mesi in un periodo in cui, guardando all'ultimo decennio, un governo rimaneva mediamente in carica otto mesi: ma la chance di diventare anche le prime votanti non si attuò. Dimenticata per 90 anni, la vicenda di queste donne coraggiose torna ora alla ribalta, arricchita da nuove fonti e contestualizzata da un proficuo quindicennio di studi sulla storia delle donne da parte dell'autore.