Ogni volta che si compie un'azione si è chiamati a rispondere a se stessi, alla propria coscienza, agli altri. Responsabilità, colpa e giustizia: tre categorie che questo libro ripensa a partire dal «riconoscimento dell'altro dentro di sé». La responsabilità non è mero adempimento di un compito, ma risposta alla voce dell'altro. La colpa, se degenera in complesso, paralizza e umilia; ma se resta senso, vigila sulla nostra fallibilità e ci ricorda che possiamo sbagliare. E la giustizia, lungi dal ridursi a sanzione, è anzitutto un dispositivo di relazione: la sua regola più antica e universale - non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te - attraversa, identica, la Persia di Zoroastro, la Cina di Confucio, la Torah e il Vangelo. Da qui emerge la figura del «giusto nascosto»: colui che, spesso ignoto persino a se stesso, con la sua sola azione tiene insieme il mondo. E il Samaritano può rispondere alla domanda di Caino: «sono forse il custode di mio fratello?».