Di fronte ai massimi interrogativi che attanagliano l'esistenza l'uomo reagisce con risposte teoretiche e atteggiamenti di vita profondamente differenti. Ciò si verifica in forma esemplare nei confronti di quell'intreccio di domande che circoscrivono il mondo, allo stesso tempo oscuro e affascinante, della religione e del sacro. Oggi il contrasto sembra in parte attenuarsi poiché, accanto all'atteggiamento appassionato di chi sostiene o, all'opposto, denuncia i torti della «fede in Dio», si pone l'indifferenza crescente di chi ritiene la credenza religiosa una dimensione insignificante sul piano teoretico e ininfluente su quello pratico. Tale appannarsi del contrasto è, tuttavia, più fonte di preoccupazione che motivo di compiacimento poiché l'insensibilità odierna è maggiormente sintomo di «malattia mortale» che di progresso in umanità. Infatti, lo si voglia o no, gli interrogativi circa i destini dell'uomo permangono in tutta la loro gravità. E con essi persiste la domanda sul valore della fede religiosa e sulla funzione che ad essa spetta in ordine al conseguimento delle finalità ultime dell'uomo. La tesi del volume è che (lungi da atteggiamenti di tolleranza qualunquista e di contrapposizione altera) tutte le religioni hanno bisogno di salvezza. Allo stesso tempo, tutte rivelano valori. Da tutte si può imparare. Con tutte si può intraprendere un comune itinerario di conversione che, conducendo sui sentieri del sacro, apra l'umanità a nuovi ideali di comunione e fratellanza.