Può essere una dimensione paralizzante, che cancella il futuro, ma anche uno spazio di trasformazione ed emancipazione: l'idea di crisi ha preso, nella nostra epoca, il posto che il concetto di verità ricopriva nella cultura ellenistico-romana e in quella dell'Alto Medioevo. Il libro si muove tra le grandi lezioni del Novecento, innanzitutto la fenomenologia dell'empatia, il problematicismo e le prospettive aperte dalla biologia evolutiva. Da questo intreccio nasce uno sguardo sul presente più inquieto: lo scontro tra orizzonti liberal e comunitari, i nuovi sovranismi, il rischio che la pedagogia si riduca a un sapere al servizio dell'economia e della tecnica, perdendo la propria natura plurale - il suo essere insieme filosofia e prassi, teoria ed esperienza, progetto e immaginazione. Un libro per chi si occupa di educazione - insegnanti, studenti, educatori - o cerca strumenti per leggere il nostro tempo.