Il saggio indaga la metamorfosi di una città che ha cercato di riposizionarsi nel mercato globale, trasformando la propria identità in un dispositivo di attrazione per capitali, turisti e investimenti. Dal brand «City of Food» alla proliferazione di eventi, dalla costruzione della smart city agli studentati di lusso, lo spazio pubblico si è progressivamente trasformato in una vetrina, mentre interi pezzi di città sono stati espulsi o marginalizzati: prima con gli sgomberi degli spazi sociali, poi attraverso la crisi abitativa. Con uno sguardo critico e documentato, il libro analizza i meccanismi di questa mutazione, fondata su una retorica progressista che ha accompagnato i processi di esclusione ed eroso il mito della «Rossa» che si pensava diversa. Un libro destinato a fare molto discutere, accompagnato dalle ricognizioni critiche su altre città: Lucia Tozzi su Milano, Giovanni Semi su Torino, Sarah Gainsforth su Roma, Ilaria Agostini su Firenze, Luca Rossomando su Napoli, Antonio Di Siena su Bari.