Alla fine della Seconda guerra mondiale la collana Il Giallo Mondadori, nata nel 1929, con la sua accattivante copertina dal cerchio rosso su sfondo giallo e le storie ricche di suspence, di detective e di criminali era pronta ad accogliere un pubblico sempre più ampio che per la prima volta aveva del tempo libero da riempire e voleva essere intrattenuto. Ma chi s'incaricava di formarne il gusto? Se è vero che gli autori erano inglesi e americani, a leggere, approvare e tradurre i testi da pubblicare era il comitato di redazione, e il motore di quella macchina perfetta, che gestiva una serialità incalzante, era il parere di lettura: in questo caso il Giallo Mondadori virava al rosa. Erano infatti soprattutto donne a costituire il team di lavoro, prassi comune anche alle altre collane di genere, considerate subalterne alla letteratura alta e destinate a un pubblico meno esigente. Con un profondo lavoro di ricerca e di frequentazione dell'archivio della fondazione Mondadori, Annalisa Gimmi ci porta nel cuore della redazione tra gli anni '50 e '60, a scoprire un genere letterario a sé - i pareri di lettura - e le individualità uniche di queste lettrici appassionate e competenti.