Le allucinazioni di Pinocchio è una rilettura postumana del capolavoro di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, che si muove su più livelli: narrativo, filosofico, pedagogico ed etico. Si tratta di una riflessione sull'intelligenza artificiale, ma anche - e soprattutto - sull'intelligenza umana, sulla nostra dipendenza dal linguaggio, sulla smania di delegare e sulla necessità di rallentare in un mondo che chiede sempre più efficienza. In questa rivisitazione, il rapporto tra Geppetto e Pinocchio rappresenta un legame che è al tempo stesso cura e pericolo, rifugio e dipendenza. È una metafora dei rischi emotivi ed epistemici che oggi accompagnano il nostro rapporto con i modelli linguistici, quelli conversazionali, come i più comuni chatbot a cui ormai si affidano confidenze, domande, decisioni e persino solitudini, dimenticando che ci ascoltano senza sentirci. Lo scopo di questo testo è far sentire la complessità etica e cognitiva dell'intelligenza artificiale attraverso la forma più antica e umana: il racconto.