Che cos'è davvero la poesia? Un'arte sublime e divina, come voleva la tradizione, o un inutile passatempo per oziosi? Nel Discorso sopra la poesia Parini affronta queste domande con lo sguardo lucido dell'Illuminismo e la sensibilità di uno dei maggiori poeti del Settecento italiano. Lontano tanto dagli entusiasmi retorici quanto dal disprezzo dei suoi detrattori, indaga l'origine e la natura della poesia, riconoscendone il fondamento nel cuore umano: essa nasce dalle passioni, le imita, le risveglia, e in questo movimento di affetti trova il suo diletto più autentico. Ma il piacere poetico non è evasione: può educare, affinare il sentire, rendere odioso il vizio e amabile la virtù. Il testo, una riflessione sorprendentemente attuale sul valore della letteratura, offre pure una critica vivace dei falsi poeti e del semplice verseggiare, distinguendo con rigore la vera ispirazione dalla sola abilità formale.