Pasolini è un universo di sintomi personali e collettivi, un mistero doloroso che l'Italia contemplerà ancora a lungo. Questo libro è composto di due interventi aggressivi, perché di Pasolini non si può né si deve parlare in modo distaccato, e da un saggio dedicato alla sua rivisitazione dell'Orestiade di Eschilo: il tema unificante è l'eredità che ha lasciato rispetto al rapporto conflittuale con la democrazia, in un momento in cui le nostre istituzioni sembrano più fragili che mai.