A partire dalla categoria critica suggerita da Carlo Cassola in Il romanzo moderno (1981), il volume rintraccia il realismo esistenziale - prospettiva che supera tanto il documentarismo neorealista quanto lo sperimentalismo antireferenziale della neoavanguardia - di quei romanzi italiani che, dal 1980 ad oggi, hanno posto al centro della narrazione un reale storicizzato, filtrato dalla coscienza e dall'esperienza individuale. Considerando autori e autrici come Pontiggia, Affinati, Cordelli, Ramondino e Durastanti, Realismo esistenziale nel romanzo italiano contemporaneo esplora pertanto opere per le quali può valere la definizione di a-romanzi: testi che espandono i confini letterari tradizionali, ibridandosi con saggistica, autobiografia e riflessione etica, e mostrando così che scrivere secondo realtà equivale a dar voce a un'umanità precaria e a un'interiorità frammentata, spesso attraversata dalle macerie della Storia e dai traumi della memoria.