A quasi cent'anni dalla scomparsa, il poeta Dino Campana (1885-1932) gode in Italia di una grande popolarità, culminata nel recente Meridiano Mondadori (2024). Se la vita e l'opera del marradese figurano ormai stabilmente nel discorso pubblico, resta tuttavia da esplorare la vicenda postuma, cioè il processo di costruzione del mito che ha permesso a Campana di varcare i confini ristretti dei circoli letterari per ritagliarsi uno spazio significativo nella cultura di massa - attestato da quotidiani, riviste, romanzi, racconti, fumetti, opere teatrali, film, monumenti e brani musicali. Questo volume esamina le alterne fortune dell'autore dei Canti Orfici tra fascismo e Repubblica, soffermandosi su momenti e personalità chiave quali il critico Enrico Falqui, lo scrittore Sebastiano Vassalli e il centenario della nascita (1985). Vengono così alla luce rappresentazioni diversissime e a tratti opposte di Campana che, dal «maledetto» in voga durante la dittatura all'ambientalista dei giorni nostri, riflettono continuità e rotture del panorama politico-culturale lungo oltre novant'anni di storia italiana.