Folklore e profitto, apparso per la prima volta nel 1973, ripensa in modo critico e fine le dicotomie gramsciane di "popolare", "subalterno" ed "egemone", ma soprattutto, con uno scatto di grande modernità e libertà dagli schemi disciplinari e ideologici del tempo, osserva il cortocircuito di queste categorie nello spazio mediatico nazionale del periodo.