Le "ballate" di Francesco Romanetti intendono recuperare il diritto ad una parola forte, esplicita nella sua nuda semplicità, che per non lasciare equivoci ricorre anche alla reiterazione e all'allitterazione. Questa "poesia della concretezza" racconta anche il passato, ma rifiutando ogni forma di nostalgia: perché non rinuncia a schierarsi nel presente e a giudicarlo. Prefazione di Roberto De Simone.