Più che un libro, un reportage spietato sulla Milano di fine '800. Mentre il Visconti si occupava dei piani alti e nobili il Valera si intrufolava nei bassifondi milanesi e nelle case dove i ragni disdegnavano di tessere la loro tela, nulla trovando se non spaventosa miseria. Definito il Victor Hugo milanese non risparmiò niente a nessuno nel raccontare gli ultimi, i pitocchi, le prostitute, il carcere, le locande malfamate, frati cappuccini e le loro minestre date ai poveri, ubriachi e ladri nella città che già allora si auto definiva la Capitale Morale d'Italia.