L'Autore esiste? Esiste veramente? O non si tratta piuttosto di una proiezione simbolica di noi spettatori, che dice forse qualcosa su di noi, sulla nostra volontà di ordine, di Senso, di coerenza, piuttosto che sulla realtà dei testi filmici con i quali ci confrontiamo, sui quali riversiamo la nostra volontà di credere in un mondo che sta là fuori, oltre la nostra volontà di potenza, la nostra volontà interpretante, la nostra volontà di attribuirgli un ordine. Attraverso la messa in forse di convenzioni critiche consolidate, si propone il tentativo di ripensare il nostro sguardo, di vedere il cinema come dialogo, come apertura originaria. Al di là di narcisismi autoriali, di egoità debordanti, di elitismi ormai vetusti e autoreferenziali, si spalancano sentieri selvaggi fatti di un cinema popolare ma non populista, non riducibile al concetto di sé stesso, singolarissimo, che è supporto di meditazione e suggerisce un'etica del risveglio.