"La mano che resta" attraversa i manoscritti di alcune tra le figure più intense della musica contemporanea per leggere la scrittura come gesto corporeo, traccia di presenza, tecnologia minima di sopravvivenza. Non una biografia. Non una mitologia del dolore. Ma un'indagine sul segno. Un saggio poetico che unisce analisi del gesto grafico, teoria del corpo e scrittura lirica, per restituire materialità a ciò che la leggenda ha reso mito.