Un'opera scandalosa, irresistibile e sorprendentemente colta riemerge dai margini della letteratura di inizio Ottocento. Nell'Orazione in lode dell'eccellentissima merda, l'anonimo N. N. Veronese trasforma il più infimo degli argomenti in materia degna di un'orazione solenne. Tra citazioni pseudo-erudite, rovesciamenti grotteschi, osservazioni sul corpo, sulla medicina e sulla vita quotidiana, il testo demolisce con intelligenza le gerarchie del buon gusto e ricorda a re, filosofi, dame e santi una verità tanto universale quanto inconfessabile: davanti alle necessità della natura, ogni distinzione sociale si dissolve. Comicissima e provocatoria, questa raffinata macchina satirica appartiene alla grande tradizione dell'encomio paradossale, ma la spinge verso esiti di una radicalità rarissima. Un piccolo capolavoro clandestino, capace di unire cultura accademica, spirito carnevalesco e irresistibile irriverenza.