Ragioniere, non per vocazione, tardivamente scrive il presente romanzo (o quello che è) a beneficio (si augura) dei numerosi amici sparsi qua e là. Ma anche nella speranza di trasmettere un po' di leggerezza ai due lettori due che, a espiazione di gravi colpe terrene, inopinatamente vorranno leggerlo. L'autore rende merito al valore universale dell'amicizia, ricordando e ringraziando gli amici che sono stati per lui molto importanti.