Il libro esplora la frammentazione dell'anima di chi è stato derubato dell'infanzia, ma celebra anche la resilienza. Nonostante le cicatrici profonde, la protagonista conclude che la sua è stata una bella vita, ricca di incontri e meraviglia, trovando finalmente la pace attraverso il perdono e la consapevolezza che nessuno è stato realmente colpevole degli eventi ineluttabili del passato. È un'opera sulla memoria che, come il mare citato in apertura da Primo Levi, restituisce i resti di un naufragio a distanza di anni, permettendo infine di ricomporre, almeno in parte, i pezzi di una vita spezzata.