Un uomo si presenta nella notte e chiede udienza a uno scrittore: vuole esistere, uscire dal limbo dei personaggi mai nati. Da questo dialogo sospeso prende forma un romanzo che attraversa l'arte, il desiderio e il confine sottile tra immaginazione e realtà. La ragazza seduta sulla panchina è un omaggio alla lezione pirandelliana e una meditazione sulla potenza creativa della scrittura, capace di dare vita ai fantasmi, ma anche di esserne perseguitata.