Reggio Calabria, dicembre 1908. Il mare tace, gli animali si agitano, la terra sembra trattenere il respiro. Luna ha undici anni, le trecce storte e una fantasia capace di trasformare la paura in parole sbilenche. Quando il terremoto spezza la città e travolge ogni certezza, sarà proprio la sua voce a cercare, tra le macerie, un modo per continuare a vivere. Un racconto di memoria, perdita e rinascita: una storia luminosa dentro una delle tragedie più dolorose del Sud, dove l'infanzia diventa voce, resistenza e speranza.