Negli anni Sessanta, tra le vie di Viterbo e Roma, Giuliana vive momenti di gioia, sfide quotidiane e cambiamenti sociali che raccontano un'Italia in trasformazione. Attraverso i suoi ricordi, narrati con dialoghi autentici e impreziositi dall'uso del dialetto viterbese, il lettore è immerso in un decennio fatto di sacrifici, speranze e scelte decisive. L'opera valorizza la memoria familiare, intrecciando passato e presente in una narrazione evocativa dalle sfumature malinconiche. Un invito alla riflessione sul valore del tempo che scorre e sull'importanza delle storie che plasmano la nostra identità. In parallelo alla narrazione, emergono le considerazioni personali dell'autrice che, in qualità di nipote e testimone, analizza come l'incessante progresso tecnologico abbia oscurato e ridefinito abitudini e valori, elementi che ancora oggi possono guidare il nostro modo di vivere.