«La relazione inter-specie tra Brina e Glenn si sviluppa al di fuori del linguaggio, in uno spazio empatico e corporeo che sfida la centralità dell'umano. L'essere animale, riscattato a dignità e autonomia, diventa soggetto di piena agency, portatore di una verità prelinguistica, che si manifesta nel gesto, nello sguardo, nella semplice presenza. In una prospettiva affine a quella patrocinata da Donna Haraway, che invita ad abitare il mondo condividendo fragilità e codipendenza fra le specie, Claudia Manuela Turco (Brina Maurer) costruisce narrazioni che pongono il lettore davanti a una domanda silenziosa ma ineludibile: «che cosa significa davvero convivere con il vivente, nelle sue molte forme?». E, dall'esperienza di una sofferenza che ha radici lontane, scaturisce una seconda domanda che si tra-duce in impegno etico costante: «che cosa posso fare io, individualmente