Il protagonista è un extraterrestre arrivato da un mondo lontano nei primi anni Sessanta. La sua astronave viene parcheggiata o ormeggiata sopra lo stadio di San Siro, quasi a farlo apparire come un doppio terrestre o uno specchio architettonico del catino sportivo. Di giorno, il marziano si muove per le vie e i quartieri della città assumendo identità diverse, in una dimensione frammentata che ricorda un io plurimo pirandelliano o una molteplicità di maschere alla Fernando Pessoa. Di notte, fa ritorno alla propria navicella.