Non sapendo come presentare questo libro l'editore è ricorso alle parole della critica letteraria Rossana Falcich: Ci vuole un certo coraggio per cominciare un libro così divertente con la descrizione di un cimitero. Il camposanto in questione è quello di Sant'Anna, a Trieste, forse il luogo per defunti più internazionale d'Italia poiché vi sono sepolti popoli tanto diversi per stirpe e religione. Luogo assolutamente tristissimo, ma che Alessandro Fullin trasforma subito in un trampolino per una storia assolutamente mitteleuropea: nel 1919 arrivano in città i Rosemann, famiglia ricchissima e singolare, che stupisce Trieste con la loro collezione e una serie di feste memorabili a Villa Tovis. Molte brillanti luci per celare profonde ombre: questa moglie e questo marito hanno in realtà molto da nascondere come subito comprende la governante, la signorina Presnitz, un Virgilio adattissimo per scendere in impensabili gironi. Scritto in bilico tra italiano e triestino, Fullin fa l'equilibrista e, tra le pieghe di questa storia, propone una Trieste spericolata e abbagliante, sempre indecisa se essere italiana,balcanica, austriaca o semplicemente viva.