Le nuove poesie in sequenza di Alessandro chiamano in causa il tema della capienza, del magnetismo polare e dello spazio di interstizio tra soggettività e alterità. Siamo vasi da colmare / accogliendo, chiamati alla kenosis, a diventare musica fuori di noi, transito, dialogo di salvezza: exotopia o transgredienza, avrebbe detto con acutezza Michail Bachtin. Dunque, la poesia è un invito, anche cognitivo: e i versi di Alessandro si configurano, con un tratto delicato, come un diarietto di prossimità, un lampo d'occhi capace di rivelazione e amore. (Alberto Fraccacreta)