Emanuela Belardi compie, in questa sua ultima silloge, un viaggio complesso che scava nelle origini dell'esserci, ma allo stesso tempo legge il naufragio contemporaneo e realizza un percorso gnoseologico che è personale, ma anche collettivo. Tutto ciò senza escludere gli affetti, i ricordi, le emozioni. (Giuseppe Manitta)