«...Beretta ci presenta la scultura della poesia, elevandosi ulteriormente all'arte contemporanea tutta, riuscendo a combinare lo scritto che proietta testimonianze palpabili del sentire, con la concretezza, la materia, e non è nemmeno facile spiegarlo: il nesso tematico diventa metonimia carnale nel rapimento della nebbia che abbraccia, pare di sentirla addosso, in quel vocabolo altra che va a esplicitare il volo verso l'appercepire pieno, che si spande in ogni cavillo del corpo e dell'anima. E ce lo dice con le sue chiare lettere, con neologismi tipo fissintensamente o assurdassordante, e altri.» (Dalla prefazione di Silvia Denti)