Le forme della polvere di Marcello Sambati (LYRIKS, 2026) è una raccolta poetica che esplora la dissoluzione e la trasformazione del reale attraverso una scrittura essenziale. In continuità con la ricerca teatrale e performativa dell'autore, la poesia assume un lessico della sottrazione: la polvere diventa figura del residuo, traccia di ciò che la forma perde nel suo continuo farsi e disfarsi. Il libro attraversa paesaggi interiori e scenari minimi, dove il linguaggio tende alla rarefazione fino a sfiorare il silenzio. Le forme appaiono come configurazioni provvisorie, erose dal tempo, dalla memoria e dall'esperienza del limite. La scrittura si fa gesto archeologico: non descrive, ma scava, riportando alla luce sedimentazioni emotive e percettive. Ne emerge una poetica della soglia, in cui l'umano è osservato nella sua fragile transitorietà. Le forme della polvere si inserisce così in una linea di ricerca che intreccia poesia, gesto e visione, restituendo alla parola la capacità di dare forma al mondo proprio mentre si dissolve.