«(Non omnis) arbusta iuvant humilesque Myricae» (non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici): è il verso di Virgilio a cui il poeta si ispira per dare il titolo alla sua raccolta. Una poesia fatta di oggetti semplici, a cui Pascoli dà la forza di riflettere tutto l'universo, cogliendone il mistero e la meraviglia negli angoli dimenticati della natura e del lavoro in campagna.