È raro vedere un'ombra d'ali e ancora di più l'altro che ne può derivare. Ma può succedere ed è così veloce, che non sappiamo se guardare l'ombra o le ali: tutto sfugge via rapidamente, anche se un'impronta, delle ali o meglio della loro ombra, può rimanere, per chi le sa vedere. Ombre d'ali e altro, vuole tracciare un filo, una congiunzione, fra la terra (o la Terra) e il cielo (il Cielo), una linea, un segno, che possa mostrare quello che non si vede, come l'Ombra d'ali di un angelo o dell'Angelo di Terra, tanto caro all'autore (Il canzoniere dell'Angelo di Terra, La biblioteca dei Leoni 2020). Gli angeli sono qui fra noi e le loro ali disegnano ombre leggere sulle nostre vite, che sfumano e spesso si perdono o non vengono colte, nei percorsi dei giorni, fra le pieghe del lavoro e delle ansie giornaliere, nella quotidianità, nel risveglio dalle ombre delle notte. Ombre d'ali e altro è una speranza, un incontenibile canto, un voler tornare, a capo dopo la notte, per poter scoprire albe colme di felicità d'ali.