Ripercorrendo le vicende di migliaia di italiani - deportati politici, lavora-tori coatti e prigionieri di guerra - che tra il 1938 e il 1945 furono costretti o indotti a trasferirsi in Austria, nel distretto di Linz, questo libro si propone come un atto di giustizia e memoria, come un tributo a chi visse, soffrì e lottò sotto i regimi totalitari del fascismo e del nazismo. Attraverso documenti, lettere, testimonianze orali e diari personali, dà voce a uomini e donne appartenenti perlopiù alle classi subalterne, che con diverse motivazioni si trovarono oppressi da una macchina finalizzata al loro sfruttamento. Una memoria che per troppo tempo è rimasta sommersa, schiacciata dal silenzio del dopoguerra e da una narrazione storica che ha ignorato o dimenticato molti di questi protagonisti. Queste pagine sono una ricostruzione storica, un appello a non dimenticare e un invito a conoscere i volti e le storie di chi fu vittima di un tempo buio, affinché la memo-ria diventi responsabilità.