Questo è più di un libro da leggere: è uno strumento di verifica relazionale, un percorso teorico-pratico per riconoscere le dinamiche invisibili della violenza, anche quella che non lascia lividi, ma aggredisce lentamente l'identità. Le autrici si smarcano dalle scorciatoie, come l'abuso della parola consapevolezza o della raccomandazione non andate all'ultimo appuntamento: usano parole più concrete e sviluppano la teoria del Collasso Identitario Relazionale (CIR), riportando al centro le relazioni come terreno dove tutto accade. Conoscerne le dinamiche e prevenirne le derive è oggi un'urgenza personale, sociale e politica. Leggere il femminicidio attraverso la lente relazionale ci permette di smascherare le narrazioni culturalmente conniventi, che continuano a giustificare l'omicidio con categorie romantiche o impulsive. (dall'intervento di Tommaso Balbi) Le autrici, con grande lucidità e passione, non indulgono nella retorica. Offrono qualcosa di raro: una lettura lucida e affettiva, insieme politica e interiore, sociale e simbolica. E soprattutto: offrono un metodo. Un percorso. (dall'intervento di Massimiliano Pappalardo)