Un irrisolto e più o meno dimenticato cold case degli anni dell'unificazione nazionale, con particolare riguardo agli eventi e ai personaggi del nostro Meridione. Sono trascorsi oltre centosessant'anni dalla notte 4-5 marzo 1861, quando, con quanti uomini, cose e documenti si trovavano a bordo, affondò l'Ercole, il battello a vapore di costruzione britannica, di proprietà della compagnia di navigazione siculo-calabra, sul quale era imbarcato il ventinovenne Ippolito Nievo. Un periodo più che sufficiente a fare della sua morte un vero e proprio mistero, che apre squarci sconcertanti nella storia ufficiale della impresa dei Mille.