Fabrizio De André ha notoriamente utilizzato di frequente una poetica del saccheggio, nella composizione dei propri testi, rifacendosi alle suggestioni concettuali, emotive e testuali delle opere di autori che ha amato e apprezzato. Uno di questi è stato Pier Paolo Pasolini. Questo libro ha lo scopo di porre in evidenza i punti di contatto tra le produzioni dei due artisti. Davide Narducci ci propone un approfondimento dettagliato di tale relazione, un confronto critico puntiglioso e serrato, attraverso l'analisi di tutti i testi della discografia del cantautore e di numerose opere pasoliniane, letterarie e cinematografiche. Tale confronto permette di approfondire e interpretare un rapporto biunivoco: De André e Pasolini si mostrano infatti vicendevolmente importanti per la comprensione l'uno dell'altro.