Ambientata in un set televisivo romano, Boris ci accompagna nel processo produttivo di una fiction, in un microcosmo popolato da ruffiani, imbroglioni e narcisisti che non riusciamo a odiare, grande metafora di un Paese che non cambia mai. Boris mescola assieme satira amara, farsa e parodia: accoglie le lezioni della situation comedy americana e le adatta a maschere e sensibilità comiche molto italiane, producendo un cocktail dal gusto agrodolce e familiare. Matteo Marinello compie una valutazione complessiva delle prime tre stagioni di questa serie ormai classica, una tragicommedia che riflette sull'industria televisiva, sull'immaginario nazionale e su noi stessi.