La Prima guerra mondiale fa da sfondo allo sviluppo della propaganda come strumento di mobilitazione contro un nemico comune: il tedesco. Un nemico tutt'altro che istintivo, ma estremamente utile per incanalare l'odio scaturito da anni di guerra in trincea. Dopo Caporetto, il Servizio P mette in campo un dispiegamento di uomini e mezzi mai visto prima per plasmare l'immaginario collettivo contro di esso. Una delle manifestazioni più evidenti e prolifiche di questo impegno è la diffusione capillare dei giornali di trincea, scritti da soldati per i soldati, almeno in teoria. In questa tesi vengono analizzati 14 giornali di trincea italiani, pubblicati tra il 1918 e i primi mesi del 1919, allo scopo di tratteggiare l'immagine del nemico veicolata da disegni e articoli. Il campione è limitato quanto vario, sia geograficamente sia politicamente. Si è cercato di includere tutte le macroaree del fronte italiano e i principali fronti esteri, le pubblicazioni ciclostilate da volenterosi soldati e le riviste quasi patinate stampate a Milano, i fogli pieni di vignette amatoriali e caricaturali e i settimanali di soli articoli per gli ufficiali.