Se nell'immaginario del XII secolo il cuore della cristianità batteva ad Aquisgrana e i confini si difendevano sui Pirenei, La Chanson d'Aspremont opera una autentica rivoluzione geografica e si sposta sull'Aspromonte. Questo saggio dimostra che la Calabria era talmente integrata nella cultura del XII secolo da essere considerata la porta d'Europa, il cuore geopolitico dove si giocava il destino della cristianità, la culla dell'eroismo europeo e restituisce ai Normanni, uomini del Nord che volevano diventare meridionali, il ruolo di veri architetti culturali dell'Occidente.