In questo volume Michele Manfrin ricostruisce criticamente la genesi storica dell'America come dispositivo politico, giuridico ed economico della modernità coloniale. A partire dalle rotte atlantiche, dalle piantagioni e dalle miniere del primo capitalismo globale, il libro mostra come categorie giuridiche, cartografiche e religiose abbiano reso legittime espropriazione, violenza e disumanizzazione dei popoli nativi. Collocata tra storia, sociologia e relazioni internazionali, la ricerca interpreta la conquista non come episodio concluso, ma come matrice ancora attiva nelle gerarchie contemporanee di confini, risorse e identità.