Dalle radici greche di Elea, fondata dai focei come porto di accoglienza, fino allo splendore romano di Velia, questo libro ripercorre la storia di un'urbanistica ideale che si è fatta filosofia. È il racconto di una città retta da buone leggi, dove i commerci fiorivano all'ombra della riflessione e della cura di sé. Ma il viaggio tra queste pietre millenarie non è solo un esercizio di memoria: al centro del racconto emerge il valore perduto dell'otium, quel tempo operoso dedicato all'arricchimento dell'anima e alla cura del corpo che oggi appare sempre più necessario. In un'epoca frammentata da conflitti e derive umane, Velia si eleva a modello per un nuovo Umanesimo, con l'invito a immaginare la città di Parmenide come una zona franca dello spirito, un avamposto fuori da ogni confine politico o etnico, dove possa finalmente sventolare una bandiera bianca di pace e sostenibilità. Prefazione di Gioacchino Criaco.