Una lettura della società contemporanea - non solo nostrana - fatta dal punto di vista di una sensibilità complicata, ma non strutturata da una qualche disciplina. Una sensibilità che annusa, ascolta, curiosa e prova a intuire le nuove dinamiche di questi primi decenni del Duemila. Questa sensibilità è la fonte di certa insofferenza nell'utilizzare modelli precostituiti da cui far partire l'osservazione, una sorta di slancio jazz nell'aggredire i temi. L'istanza è quella di riflettere senza perdere tempo, un voler provare che le cose della nostra società e della nostra vita possono essere raccontate facendone sentire lo spessore. L'intento è di non tralasciare ciò che di fondamentale va considerato - come i contesti culturali e le oggettività strutturali della nostra società -, ma senza fare theory: sono degli esercizi di sensibilità per aumentare la comprensione dell'oggi. Sì, perché le categorie, le nozioni, i principi e le leggi lavorano in una chimica complessiva e producono una nostra analisi, che serve per vivere - non da studiosi o da scienziati - in un rapporto clinico, prima che scientifico, con il mondo. Presentazione di Marco Belpoliti.