Nella Laguna di Venezia, la notte delle anguille indica scirocco, scuro di luna e temporale, una congiuntura che determina il movimento delle anguille. Al tempo stesso, il mistero di questa specie, dalla maturazione tardiva e dal genere incerto, evoca la possibilità di inventare la propria singolarità. Le storie di vita di donne nate tra gli anni Trenta e Quaranta rivelano il costrutto del genere e la sua forza nell'organizzare la vita nell'isola di Sant'Erasmo nella Laguna Nord: l'invisibilizzazione del lavoro femminile, il segreto delle to robe, l'espropriazione dei corpi di una generazione votata alla riproduzione e alla fatica. Emergono così le asimmetrie fondate sulla presunta minor capacità femminile di addomesticare l'acqua. Ma al tempo stesso, contro il gnènte vissuto, i ricordi su voga e rossetto raccontano rotture di modelli e pratiche creative di soggettivazione