Futuro antico: un ossimoro, una contraddizione in termini? Oppure una visione travolgente e tremendamente urgente? Per capirlo, bisogna tornare a uno degli approcci più illuminati del recente pensiero europeo, quell'archeofuturismo di cui Guillaume Faye seppe essere padre e profeta. In questa antologia di scritti, Francesco Boco affronta e dipana la prospettiva archeofuturista con uno stile preciso e avvincente, e lo fa partendo non dall'accademia dei cattedratici o dalle imponenti speculazioni dei teorici, ma dall'immaginario cinematografico, e da quell'universo di colori e suggestioni che fiorisce quando Settima Arte e cultura pop si incontrano e si compenetrano, tra un rimando a un'antichità ancestrale e un balzare verso l'avvenire più vorticoso.