C'è un momento, nella carriera di ogni avvocata, in cui ci si accorge che diritto e giustizia non sempre coincidono. Che le aule dei tribunali, i corridoi degli studi legali, le stanze del potere giuridico sono stati costruiti da uomini per gli uomini e che accedervi, come donna, significa fare i conti con un sistema che ancora oggi impone ostacoli, stereotipi e compromessi. Micaela Ottomano intreccia, in questo libro, esperienza personale, professionale e riflessione civile, raccontando il percorso che l'ha portata ad affermarsi in una professione storicamente maschile e dando voce alle tante donne che ogni giorno si confrontano con le disuguaglianze del sistema giuridico e del mondo del lavoro. Codice di libertà non è un saggio accademico né un manuale tecnico. È qualcosa di più raro: un libro scritto da una professionista che ha scelto di usare la propria voce non solo nelle aule di tribunale, ma sulla pagina, per dare voce a chi quella voce stenta ancora a trovare. Un atto di fiducia nel diritto come strumento di cambiamento e nella scrittura come suo primo, indispensabile alleato. Prefazione di Antonio Rapisarda.