Questo quarto volume della grande storia dei santi di Sicari copre un periodo storico dove, a più riprese e in luoghi diversi, l'uomo ha sperimentato la banalità del male Ciò che varie culture e religioni chiamano santità, e ciò su cui ha indagato Sicari, la santità nell'ambito cattolico, non trova impedimenti e barriere nelle condizioni sociali e umane più drammatiche. Sembra spesso il contrario: dove il disumano appare prevalere, la santità appare scaturire con esperienze di piena umanità, basti ricordare Massimiliano Kolbe e Edith Stein di fronte al nazismo. Ma la santità si presenta anche come inaspettata iniziativa socialmente costruttiva: Madre Cabrini attraversa l'Atlantico per curare i diseredati sofferenti e Luigi Orione opera per garantire agli ultimi studio e lavoro. Leopoldo Mandic precorre l'ecumenismo tra i cristiani nel pieno dei conflitti tra nazioni, mentre Charles de Foucauld si fa beduino tra i beduini e apre all'ecumenismo delle culture e delle religioni. Figure diversissime, ciascuna risponde a una chiamata che sente impellente: la sudanese Giuseppina Bakhita lotta contro la schiavitù, Antoni Gaudí costruisce una cattedrale sfidando tecnologie e opinione pubblica, Michele Agustín Pro muore in Messico per difendere la libertà religiosa.